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	<title>accordo Archives - Avvocato Vecchini</title>
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		<title>Perché parlare ancora di licenziamenti?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Studio Legale Vecchini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2021 12:07:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo momento le varie normative che si sovrappongono dovrebbero aver creato uno stallo (almeno temporaneo) alla possibilità di licenziare. Credo tuttavia che questa non sia la soluzione. Un passo indietro per capire, in poche righe, quali licenziamenti siano fattibili in questo gennaio 2021. A fronte della pandemia i vari DPCM che si sono succeduti,  [...]</p>
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In questo momento le varie normative che si sovrappongono dovrebbero aver creato uno stallo (almeno temporaneo) alla possibilità di licenziare.<br />
Credo tuttavia che questa non sia la soluzione.</p>
<p>Un passo indietro per capire, in poche righe, <strong>quali licenziamenti siano fattibili</strong> in questo gennaio 2021.<br />
A fronte della pandemia i vari DPCM che si sono succeduti, seppure non sempre nello stesso modo, hanno di fatto bloccato una parte dei licenziamenti sino al 31.03.2021 (almeno per il momento).</p>
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<h5><strong>Quale parte è stata bloccata?</strong></h5>
<p>In generale sono <span style="text-decoration: underline;">impediti</span> quei licenziamenti <span style="text-decoration: underline;">che derivano da esuberi del personale per carenza di lavoro</span>.<br />
Sono previste delle eccezioni relative a chiusure d’azienda, procedure concorsuali, accordi sindacali ma, per comprendere il tutto in una macro categoria, si può affermare che da febbraio 2020 ad oggi <strong>non è possibile licenziare dicendo “ho avuto un calo di lavoro”.</strong></p>
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<h5><strong>Questo cosa significa?</strong></h5>
<p>Significa che tutte le altre ipotesi di licenziamenti sono sempre state possibili.<br />
Qualche esempio.<br />
Motivi disciplinari (quindi per quei comportamenti non corretti durante l’esecuzione dell’attività)<br />
Durante il periodo di prova<br />
Termine dei contratti a tempo determinato (dove non si ha un vero e proprio licenziamento ma in ogni caso il rapporto finisce)<br />
Inidoneità alla mansione per problemi psico fisici<br />
e alcuni altri.</p>
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<h5><strong>Perché parlare ancora di licenziamenti?</strong></h5>
<p>Quanto appena detto è davvero molto importante e apre la necessità di un esame complessivo a quasi un anno dallo stop dei licenziamenti.</p>
<p>Il dato che emerge, nella mia esperienza e nell’esperienza di tanti colleghi avvocati del lavoro, è quello che <span style="text-decoration: underline;">le aziende</span>, per ovviare al divieto, <span style="text-decoration: underline;">siano ricorse a motivi (leciti ma non sempre reali) per estromettere dei dipendenti non più necessari alle attività</span>.</p>
<p>In altri casi anche ricorrere alla cassa integrazione è stato solo un pagliativo per spostare nel tempo il licenziamento; più di un datore di lavoro ha infatti <span style="text-decoration: underline;">già avvisato il proprio collaboratore che terminato il periodo di cassa integrazione sarà sicuramente licenziato.</span></p>
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<h3 style="text-align: center;"><strong>Che genere di problema crea questa situazione?</strong></h3>
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<p><strong>Lato imprenditore.</strong></p>
<p>Creare un bilanciamento, spesso complicato, tra il dover tenere un dipendente di cui non si ha necessità e pensare di lasciare una persona e la sua famiglia senza un mezzo di sostentamento.</p>
<p>Scelta questa che per alcuni si risolve unicamente nel tentare ogni strada possibile per “far quadrare i conti”.</p>
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<p><strong>Lato collaboratore.</strong></p>
<p>Incertezza rispetto a cosa accadrà dopo il tempo del divieto. Anche per coloro che non hanno avuto la limitazione dell’orario di lavoro vi è comunque il pensiero di una mancata sicurezza e stabilità.</p>
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<p>Per entrambi datore di lavoro e lavoratore il dubbio (più di quanto non vi sia in una normale gestione di azienda) genera unicamente una potenzialità lavorativa ridotta; in cui l<strong>’unico pensiero è quello di “far quadrare i conti”.</strong></p>
<p>E quindi?</p>
<p>Ora più che mai è importante che imprenditore e collaboratori siedano in modo trasparente allo stesso tavolo per <a href="https://www.chiacchierandodidiritto.it/intervista-al-regolamento-aziendale/">fare chiarezza</a> con gli strumenti in loro possesso.</p>
<p>Posto che nulla si può fare contro il divieto (che per parere mio non ha minimamente risolto la situazione) è questo il tempo di evitare le strategie nascoste.</p>
<p><strong>I collaboratori conoscendo, anche nel dettaglio, le difficoltà possono davvero fare squadra con l’imprenditore per uscire dalla situazione di crisi.</strong></p>
<p>Questo perché i più colpiti sono proprio le piccole medie aziende, dove il dialogo è ancora fattibile.</p>
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<p>Perché parlare ancora di licenziamenti?</p>
<p>Parlare di licenziamenti serve per creare <span style="text-decoration: underline;">un nuovo ponte di dialogo;</span> quel dialogo che porta verso il vero <strong>welfare aziendale.</strong></p>
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		<title>Credo che mi spetti un risarcimento!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Studio Legale Vecchini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2021 17:34:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[datore di lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi tempi questa è una frase che sento spesso dire sia ai lavoratori che alle aziende. Il lavoratore mi chiede se gli spetti un risarcimento per: la difficoltà morale subita dopo un licenziamento per un infortunio che gli ha cambiato i rapporti interpersonali stress lavorativo dopo tante ore mobbing Il datore di lavoro mi  [...]</p>
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<p>Negli ultimi tempi questa è una frase che sento spesso dire sia ai lavoratori che alle aziende.</p>
<p>Il lavoratore mi chiede se gli spetti un risarcimento per:</p>
<ul>
<li>la difficoltà morale subita dopo un licenziamento</li>
<li>per un <a href="https://www.chiacchierandodidiritto.it/i-di-infortunio/">infortunio</a> che gli ha cambiato i rapporti interpersonali</li>
<li>stress lavorativo dopo tante ore</li>
<li><a href="https://www.chiacchierandodidiritto.it/mobbing/">mobbing</a></li>
</ul>
<p>Il datore di lavoro mi chiede se gli spetti un risarcimento per:</p>
<ul>
<li>danni all’immagine</li>
<li>multe prese dai dipendenti con i mezzi dell’azienda</li>
<li>furti</li>
<li>danneggiamenti di merce</li>
</ul>
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<div class="et_pb_text_inner">
<p>Ho già avuto modo di parlare del tema del risarcimento <a href="https://www.chiacchierandodidiritto.it/risarcimento-del-danno/">in questo articolo.</a><br />
Lì è possibile trovare tutte le informazioni su come sia possibile provare il danno e quindi ottenere il risarcimento.</p>
<p>Ma nei Tribunali cosa accade in tema di risarcimento dei danni?<br />
Secondo una tabella di sintesi costruita dalla Corte di Cassazione per le cause del 2019 (ad oggi i dati del 2020 non sono disponibili) sembra che il risarcimento nei rapporti di lavoro sia il terzo motivo per il quale si fanno le cause.</p>
<p>Viene superato solo dai licenziamenti e dal pagamento delle differenze sullo stipendio.</p>
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<div class="et_pb_text_inner">
<p style="text-align: center;">Per i lavoratori.</p>
<p style="text-align: left;">Mi spetta un risarcimento per danni morali quando mi licenziano?<br />
In molti casi i clienti mi pongono questa domanda. In realtà la norma sui licenziamenti (L. 604/66, L. 92/12) stabilisce che in caso di licenziamento “illegittimo” (che non poteva essere effettuato) sia previsto un risarcimento pari a un certo numero di mensilità.</p>
<p>Il numero delle mensilità ha molte varianti in base a criteri diversi.</p>
<p>Non è previsto un risarcimento in più. A meno che la persona non dimostri (difficilissimo) di aver avuto danni enormi a causa del licenziamento che hanno avuto conseguenze sulla salute psico-fisica.<br />
Il legislatore ha infatti immaginato che con quel risarcimento fosse “tutto compreso”.</p>
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<div class="et_pb_text_inner">
<p style="text-align: center;">Per i datori di lavoro.</p>
<p>Trovo spesso molto difficoltà nel far comprendere alle aziende che, con le dovute modalità, è possibile chiedere un risarcimento ai collaboratori per danni patiti.</p>
<p>Un caso particolare è quello dei danni provocati dalle pubblicazioni di foto o altro sui social network.</p>
<p>Nonostante molte aziende siano contrarie a pubblicazioni dei dipendenti, solo in poche vietano ai lavoratori di pubblicare.<br />
Pur essendo i social network uno spazio di libera espressione, questa libertà incontra il limite quando si tratta di informazioni che riguardano l’azienda.</p>
<p>Mentre può essere semplice capire cosa succeda nel caso in cui il collaboratore “insulti” pubblicamente l’azienda o il datore di lavoro, meno semplice quando invece si pubblicano aggiornamenti “non cattivi”.</p>
<p>L’azienda potrebbe avere interesse a mantenere il più stretto riserbo sulle procedure, sulle modalità con cui esegue le lavorazioni, sui clienti ecc. Quindi attraverso un <a href="https://www.chiacchierandodidiritto.it/intervista-al-regolamento-aziendale/">regolamento aziendale </a>è importante prevedere dei limiti anche per le pubblicazioni social.</p>
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<div class="et_pb_text_inner">
<p>Sei un dipendente e ti stai chiedendo se ti spetti un risarcimento?</p>
<p>Sei un datore di lavoro che vuole inserire delle clausole per il risarcimento?</p>
<p>Lo studio potrà offrirti una soluzione adeguata alle tue esigenze.</p>
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<p>The post <a href="https://www.studiolegalevecchini.it/credo-che-mi-spetti-un-risarcimento/">Credo che mi spetti un risarcimento!</a> appeared first on <a href="https://www.studiolegalevecchini.it">Avvocato Vecchini</a>.</p>
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		<item>
		<title>Conciliare la causa costa meno?</title>
		<link>https://www.studiolegalevecchini.it/conciliare-la-causa-costa-meno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Studio Legale Vecchini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2020 18:42:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[accordo]]></category>
		<category><![CDATA[datore di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[licenziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli anni ho maturato nell’ambito del diritto del lavoro un’esperienza tale per dire ai clienti che conciliare una causa costa meno che portarla in Tribunale e, magari, farla proseguire sino alla sentenza. PRIMO MOTIVO Il primo e fondamentale motivo è che nel processo del lavoro durante la prima udienza il Giudice deve tentare di verificare  [...]</p>
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<p><img decoding="async" class="wp-image-981" title="" src="/wp-content/uploads/2020/10/bulb-5258341_1280.jpg" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1280px, 100vw" srcset="/wp-content/uploads/2020/10/bulb-5258341_1280.jpg 1280w, https://www.chiacchierandodidiritto.it/wp-content/uploads/2020/10/bulb-5258341_1280-980x652.jpg 980w, https://www.chiacchierandodidiritto.it/wp-content/uploads/2020/10/bulb-5258341_1280-480x320.jpg 480w" alt="" width="1280" height="852" /></p>
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<div class="et_pb_text_inner">
<p>Negli anni ho maturato nell’ambito del diritto del lavoro un’esperienza tale per dire ai clienti che conciliare una causa costa meno che portarla in Tribunale e, magari, farla proseguire sino alla sentenza.</p>
<p><strong>PRIMO MOTIVO</strong><br />
Il <strong>primo e fondamentale motivo</strong> è che nel processo del lavoro durante la prima udienza il Giudice <span style="text-decoration: underline;">deve tentare di verificare la possibilità di una conciliazione</span>; deve quindi provare ad <a href="https://www.chiacchierandodidiritto.it/lavvocato-e-linnovazione-sociale/">accordare le due parti</a> affinché il giudizio si blocchi già in quella fase.</p>
<p>Pertanto, sulla base di quanto datore di lavoro e collaboratore hanno scritto nei propri atti, sarebbe già possibile avere un primo quadro della situazione utile, appunto, a conciliare la vertenza.</p>
<p>Ciò che consiglio ai clienti è quindi approcciare, anche prima di azionare i diritti in Tribunale, un colloquio con la controparte. In altre parole ciò che evidenzio è:</p>
<p><strong>“visto che la prima cosa che il Giudice farà sarà quella di provare a mettervi d’accordo, non è più utile fare un tentativo prima, così ci risparmiamo un po’ di tempo??”</strong></p>
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<p>Ma oltre a questo motivo perché suggerisco che:<br />
conciliare la causa costa meno!</p>
<p><strong>SECONDO MOTIVO<br />
</strong>Il secondo motivo che ritengo possa essere determinante per scegliere di trovare un punto d’incontro con la controparte è quello del <strong>risparmio del tempo</strong>.</p>
<p>Rispetto ad una causa in Tribunale che, in ragione del luogo in cui viene radicata può avere una durata da 1 anno e mezzo fino a 3, <strong>una buona conciliazione</strong>, anche nei casi più complicati, <strong>si risolve al massimo in 1 o 2 mesi.<br />
</strong></p>
<p>Questa circostanza  se da un lato comporta rinunce da entrambe le parti (ad es. un esborso di denaro dell’azienda e una riduzione dell’importo inizialmente preteso dal lavoratore) dall’altro lato definisce in modo chiaro le somme “in gioco” senza il dubbio che si protrae per lungo tempo.</p>
<p><strong>TERZO MOTIVO<br />
</strong>E questo ci porta al terzo motivo per il quale conciliare costa meno.</p>
<p>Il risparmio di tempo infatti ha in sé anche un <strong>ridotto impatto emotivo</strong>.<br />
Una vertenza di lavoro che “dura poco” (come in caso di conciliazione) ha il pregio di <span style="text-decoration: underline;">esaurire in altrettanto poco tempo la carica di emotività connaturata alla vicenda.</span></p>
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<p>Ad es. <span style="text-decoration: underline;">in caso di licenziamento</span> il lavoratore dimenticherà più in fretta le vicende che hanno portato l’azienda a fare a meno di lui e sarà più veloce il suo reinserimento nel mondo del lavoro. Con una causa invece dove le udienze si susseguono per le varie fasi del processo il lavoratore sarebbe costretto, ad ognuna di esse, a rivivere momenti magari spiacevoli.</p>
<p>Allo stesso modo anche per l’azienda. Se il rapporto è stato burrascoso il datore di lavoro vorrà dimenticare al più presto di aver avuto quel dipendente e vorrà evitare il più possibile la “noia” di dedicarsi ancora a lui.<br />
Anche per l’azienda proseguire in una causa significherebbe distogliere l’attenzione dalla produttività e dagli altri collaboratori fidati.</p>
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<p><span class="et_pb_image_wrap "><img decoding="async" class="wp-image-984" title="" src="/wp-content/uploads/2020/10/termination-2473879__480.jpg" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 913px, 100vw" srcset="/wp-content/uploads/2020/10/termination-2473879__480.jpg 913w, https://www.chiacchierandodidiritto.it/wp-content/uploads/2020/10/termination-2473879__480-480x252.jpg 480w" alt="" width="913" height="480" /></span></p>
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<p><strong>QUARTO MOTIVO</strong><br />
L’ultimo elemento che porta a farmi propendere per la conciliazione è quello del <strong>risparmio economico.</strong></p>
<p>Se è vero che con una causa una delle due parti ottiene, forse, le somme pretese è anche vero che nel tempo di attesa potrebbero diminuire le garanzie per riceverle (ad es. fallimenti in caso di vittoria del dipendente, o mancanza di un lavoro stabile del lavoratore in caso di vittoria dell’azienda).</p>
<p>Non solo.</p>
<p>Ogni causa presenza sempre una dose di rischio, sia per il lavoratore che per l’azienda.<br />
Aumentare il tempo di soluzione implica anche il “tenere vincolate” delle somme in attesa dell’esito della causa.</p>
<p>Conciliare, che implica sempre una soluzione di compromesso, permette di ridurre le pretese di entrambe le parti che quindi conoscono in tempi brevi anche l’esborso economico.</p>
<p>Da non sottovalutare anche le spese legali; conciliare una causa implica un coinvolgimento lavorativo dell’avvocato inferiore a quello di un processo!</p>
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		<title>L’avvocato e l’innovazione sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Studio Legale Vecchini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2020 17:02:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[accordo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché credo che sia importante per l’avvocato affacciarsi all’innovazione sociale. Negli ultimi periodi si sentono sempre più spesso termini come “innovazione sociale” e “sostenibilità”. Ho cominciato a chiedermi se anche la mia professione, il mio studio, possono avere un approccio orientato al bene comune. Mi sono domandata se, nel mio piccolo, posso essere in grado  [...]</p>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3037" src="https://www.studiolegalevecchini.it/wp-content/uploads/2025/08/earth-2581631__340.jpg" alt="" width="546" height="340" srcset="https://www.studiolegalevecchini.it/wp-content/uploads/2025/08/earth-2581631__340-200x125.jpg 200w, https://www.studiolegalevecchini.it/wp-content/uploads/2025/08/earth-2581631__340-300x187.jpg 300w, https://www.studiolegalevecchini.it/wp-content/uploads/2025/08/earth-2581631__340-400x249.jpg 400w, https://www.studiolegalevecchini.it/wp-content/uploads/2025/08/earth-2581631__340.jpg 546w" sizes="(max-width: 546px) 100vw, 546px" /></p>
<p>Perché credo che sia importante per <strong>l’avvocato affacciarsi all’innovazione sociale</strong>.</p>
<p>Negli ultimi periodi si sentono sempre più spesso termini come “innovazione sociale” e “sostenibilità”.<br />
Ho cominciato a chiedermi se anche la mia professione, il mio studio, possono avere un approccio orientato al bene comune.</p>
<p>Mi sono domandata se, nel mio piccolo, posso essere in grado di essere un avvocato che <span style="text-decoration: underline;">supporta nelle decisioni i clienti.</span><br />
Se posso farli passare da una situazione di partenza (più o meno complicata) ad una di arrivo che possa <span style="text-decoration: underline;">ridurre l’impatto sulla loro vita in termini di tempo, denaro ed emotività.</span></p>
<p>Da un’analisi completa dell’attività degli ultimi anni posso dire che per me fare innovazione sociale significa <strong>ridurre il maggior numero possibile di casi di contenzioso.</strong></p>
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<p><strong>La materia del diritto del lavoro</strong>, della quale mi occupo prevalentemente, ha un’importante particolarità: <strong>da sempre è orientata al raggiungimento di un accordo bonario</strong> (cioè senza necessità di fare causa in Tribunale o di non proseguirla se è già avviata).</p>
<p>All’inizio della mia esperienza di legale ad es. era in vigore il tentativo obbligatorio di conciliazione da svolgersi presso la direzione provinciale del lavoro, che significava non poter fare causa se prima non si era tentato un accordo in questa sede.</p>
<p>Tentativo, che in caso negativo, veniva comunque rinnovato anche alla prima udienza in Tribunale.</p>
<p>Diventato facoltativo il primo tentativo presso quello che oggi si chiama Ispettorato territoriale del lavoro, <span style="text-decoration: underline;">è rimasto un punto fondamentale quello in Tribunale alla prima udienza.</span></p>
<p>Ecco che quindi <strong>l’idea di mettere faccia a faccia lavoratore e datore di lavoro è da sempre presente</strong> nella materia che prediligo.</p>
<p>Da questa consapevolezza ho strutturato e indirizzato l’attività: cercare non solo di raggiungere un accordo in Tribunale o poco prima di iniziare una causa, ma ancora più in anticipo!</p>
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<p>Fare innovazione sociale per me è quindi creare la cultura della <strong>PREVENZIONE NEL LAVORO</strong>.</p>
<p>Come?</p>
<ul>
<li><strong>Per le aziende:</strong> sto studiando degli strumenti che possano anticipare la valutazione che i titolari danno ai rapporti di lavoro.<br />
Es. sono<br />
– REGOLAMENTI AZIENDALI  e CODICI ETICI<br />
– TEST DI CONTENZIOSITA’ che mira a verificare la probabilità di una possibile causa</li>
<li><strong>Per i lavoratori:</strong> cerco di fornire elementi pratici e un po’ di infarinatura con dirette social, post di approfondimento</li>
</ul>
<p>I cammino verso la sostenibilità dello studio legale è ancora lunga ma è importante creare piccoli tasselli di innovazione ogni giorno.</p>
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<p><span class="et_pb_image_wrap "><img decoding="async" class="wp-image-860" title="" src="/wp-content/uploads/2020/09/earth-2581631__340.jpg" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 546px, 100vw" srcset="/wp-content/uploads/2020/09/earth-2581631__340.jpg 546w, https://www.chiacchierandodidiritto.it/wp-content/uploads/2020/09/earth-2581631__340-480x299.jpg 480w" alt="" width="546" height="340" /></span></p>
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		<title>Non lasciare i tuoi diritti in coda</title>
		<link>https://www.studiolegalevecchini.it/non-lasciare-i-tuoi-diritti-in-coda/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Studio Legale Vecchini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2020 13:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[accordo]]></category>
		<category><![CDATA[contratto collettivo]]></category>
		<category><![CDATA[regolamento aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[trasporto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ultimo webinar “Non lasciare i tuoi diritti in coda” si è parlato di diritto del lavoro nell’ambito dell’autotrasporto. Sono stati affrontati i numeri e gli strumenti (indadeguati) relativi al contenzioso nel mondo dell’autotrasporto. Le cause maggiormente affrontate nei Tribunali si riferiscono alle differenze retributive per lavoro straordinario e per indennità di trasferta. In molte aziende  [...]</p>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3145" src="https://www.studiolegalevecchini.it/wp-content/uploads/2025/08/car-6810885_1280.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.studiolegalevecchini.it/wp-content/uploads/2025/08/car-6810885_1280-200x133.jpg 200w, https://www.studiolegalevecchini.it/wp-content/uploads/2025/08/car-6810885_1280-300x200.jpg 300w, https://www.studiolegalevecchini.it/wp-content/uploads/2025/08/car-6810885_1280-400x267.jpg 400w, https://www.studiolegalevecchini.it/wp-content/uploads/2025/08/car-6810885_1280-600x400.jpg 600w, https://www.studiolegalevecchini.it/wp-content/uploads/2025/08/car-6810885_1280-768x512.jpg 768w, https://www.studiolegalevecchini.it/wp-content/uploads/2025/08/car-6810885_1280-800x533.jpg 800w, https://www.studiolegalevecchini.it/wp-content/uploads/2025/08/car-6810885_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.studiolegalevecchini.it/wp-content/uploads/2025/08/car-6810885_1280-1200x800.jpg 1200w, https://www.studiolegalevecchini.it/wp-content/uploads/2025/08/car-6810885_1280.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Nell’ultimo webinar “Non lasciare i tuoi diritti in coda” si è parlato di diritto del lavoro nell’ambito dell’autotrasporto.</p>
<p>Sono stati affrontati i numeri e gli strumenti (indadeguati) relativi al <strong>contenzioso nel mondo dell’autotrasporto.</strong></p>
<p>Le cause maggiormente affrontate nei Tribunali si riferiscono alle differenze retributive per lavoro straordinario e per indennità di trasferta.</p>
<p>In molte aziende infatti non sono ancora utilizzati i cd. accordi aziendali di forfettizzazione, da tenere ovviamente distinti <a href="https://www.chiacchierandodidiritto.it/a-di-accordo/">dagli accordi individuali.</a></p>
<p>Una verifica attenta ha focalizzato l’attenzione sulle soluzioni che il diritto del lavoro offre per ottimizzare tutte le risorse dell’azienda, a partire da quelle umane.</p>
<p>Un dipendente che viene messo al centro è anche un dipendente <strong>fidelizzato.</strong></p>
<p>La naturale conseguenza di un collaboratore contento di rimanere in un’azienda che ha uno sguardo particolare nei suoi confronti sarà una riduzione del contenzioso.</p>
<p>Quali soluzione adottare?<br />
🗣Comunicazione trasparente<br />
📄<a href="https://www.chiacchierandodidiritto.it/regoliamo-le-nostre-aziende/">Regolamenti aziendali strutturati in collaborazione con il personale</a><br />
♻️Azioni di Welfare<br />
📚Corsi di formazione “non obbligatori” su argomenti di interesse collettivo<br />
Ecc…</p>
<p>Ogni azienda può strutturare il suo percorso e un <strong>avvocato del lavoro </strong>può agevolare molti dei questi passaggi.</p>
<p>E’ disponibile anche il video integrale del webinar!</p>
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<div class="et_pb_gallery_image landscape"><a title="Non lasciare i tuoi diritti in coda" href="https://www.chiacchierandodidiritto.it/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-05-30-alle-16.48.53.png"><br />
<img decoding="async" class="wp-image-797" src="/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-05-30-alle-16.48.53-400x284.png" sizes="(max-width:479px) 479px, 100vw" srcset="https://www.chiacchierandodidiritto.it/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-05-30-alle-16.48.53.png 479w, /wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-05-30-alle-16.48.53-400x284.png 480w" width="400" height="284" /></a>&nbsp;</p>
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<h3 class="et_pb_gallery_title">Non lasciare i tuoi diritti in coda</h3>
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<div class="et_pb_gallery_image landscape"><a title="Gli infortuni nell'autotrasporto" href="https://www.chiacchierandodidiritto.it/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-05-30-alle-16.49.09.png"><br />
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<h3 class="et_pb_gallery_title">Gli infortuni nell’autotrasporto</h3>
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<div class="et_pb_gallery_image landscape"><a title="I casi più frequenti di contenzioso" href="https://www.chiacchierandodidiritto.it/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-05-30-alle-16.49.45.png"><br />
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<h3 class="et_pb_gallery_title">I casi più frequenti di contenzioso</h3>
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<div class="et_pb_gallery_image landscape"><a title="Come ridurre il contenzioso" href="https://www.chiacchierandodidiritto.it/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-05-30-alle-16.49.21.png"><br />
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		<title>Cosa significa dare le dimissioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Studio Legale Vecchini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2020 11:29:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il video che segue certamente potrà fornire degli spunti interessanti. Buona visione</p>
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<p>Il video che segue certamente potrà fornire degli spunti interessanti.</p>
<p>Buona visione</p>
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		<title>Trovare un accordo con il datore di lavoro si può?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Studio Legale Vecchini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2019 11:33:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’Alfabeto del diritto del lavoro non può che iniziare dalla lettera A e come già anticipato l’argomento è quello dell’ASSUNZIONE. Alcuni brevi elementi: scelta del contratto contenuto del contratto firma e consegna del contratto. … per la visione del video visita la mia pagina Facebook https://www.facebook.com/chiacchierandodidiritto/videos/340808736642496/ o Linkedin https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6508413522353881088 A di AccordoProsegue il "viaggio" nel  [...]</p>
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<p>L’Alfabeto del diritto del lavoro non può che iniziare dalla lettera A e come già anticipato l’argomento è quello dell’ASSUNZIONE.<br />
Alcuni brevi elementi:<br />
scelta del contratto<br />
contenuto del contratto<br />
firma e consegna del contratto.</p>
<p>… per la visione del video visita la mia pagina Facebook<br />
<a href="https://www.facebook.com/chiacchierandodidiritto/videos/340808736642496/">https://www.facebook.com/chiacchierandodidiritto/videos/340808736642496/</a><br />
o Linkedin<br />
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<blockquote class="fb-xfbml-parse-ignore" cite="https://www.facebook.com/chiacchierandodidiritto/videos/829476764071246/"><p><a href="https://www.facebook.com/chiacchierandodidiritto/videos/829476764071246/">A di Accordo</a>Prosegue il &#8220;viaggio&#8221; nel mondo del diritto del lavoro accompagnati delle lettere dell&#8217;alfabeto.La lettera A offre ancora un altro spunto di riflessione sul tema dell&#8217;ACCORDO individuale.Pubblicato da <a href="https://www.facebook.com/chiacchierandodidiritto/">Chiacchierando di diritto</a> su Mercoledì 13 marzo 2019</p></blockquote>
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<p>The post <a href="https://www.studiolegalevecchini.it/a-di-accordo/">Trovare un accordo con il datore di lavoro si può?</a> appeared first on <a href="https://www.studiolegalevecchini.it">Avvocato Vecchini</a>.</p>
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