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	<title>facebook Archives - Avvocato Vecchini</title>
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		<title>Facebook e i social network</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Studio Legale Vecchini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2019 09:40:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ebbene non possiamo più nasconderci, ormai anche i rapporti di lavoro sono diventati “social”, lo stesso account di Facebook ci chiede al momento dell’iscrizione dove lavoriamo. Ma allora in un epoca in cui tutto è sociale, dipendenti e datori di lavoro possono sentirsi davvero liberi di condividere i loro pensieri, le loro emozioni, le loro  [...]</p>
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<p style="text-align: left;">Ebbene non possiamo più nasconderci, ormai anche i rapporti di lavoro sono diventati “social”, lo stesso account di Facebook ci chiede al momento dell’iscrizione dove lavoriamo.</p>
<p>Ma allora in un epoca in cui tutto è sociale, dipendenti e datori di lavoro possono sentirsi davvero liberi di condividere i loro pensieri, le loro emozioni, le loro attività ecc… anche nell’ambiente di lavoro???</p>
<p style="text-align: left;">Mmmmm</p>
<p style="text-align: left;">Forse vale la pena di rifletterci un attimo!!</p>
<p style="text-align: left;">Prima di capire come i social network possano entrare (o meno) anche sul luogo di lavoro è opportuno ricordare che FACEBOOK è UN LUOGO PUBBLICO (e come Facebook, ovviamente anche Instagram, Snapchat, Google Plus, Twitter, Linkedin e tutti gli altri social).</p>
<p>Lo ha chiarito anche la Corte di Cassazione (con la sentenza n. 37596 del 11.07.2014) che rileva: <em><strong>la piattaforma sociale Facebook (disponibile in oltre 70 lingue, che già nel 2008 contava più di 100 milioni di utenti) rappresenta una sorta di </strong></em><strong>piazza immateriale</strong><em><strong> che consente un </strong></em><strong>numero indeterminato di accessi e visioni</strong><strong>.</strong></p>
<p style="text-align: left;">Immaginiamo allora che i social non siano più soltanto una tastiera e un video ma sia la piazza della nostra città, e che i nostri post non siano solo commenti furtivi ma vere e proprie urla di tutto quello che ci passa per la mente.</p>
<p style="text-align: left;">Siamo davvero sicuri di voler parlare con tutti del nostro rapporto di lavoro, del dipendente che non ci piace o del datore di lavoro che non sopportiamo???</p>
<p style="text-align: left;">Se la risposta è sì allora vorrei affrontare con voi questo gioco di ruolo (frutto di altrettante decisioni di Tribunali che hanno affrontato il tema).</p>
<p style="text-align: left;">1. “<strong>Sono stufa di fare il mio lavoro, voglio staccare un attimo e voglio dare uno sguardo solo per un secondo alla mia pagina Facebook</strong>”.</p>
<p>Sembrerà del tutto innocente questo mio comportamento ma in realtà non devo dimenticare che mi trovo sul luogo di lavoro e forse ripensandoci il mio capo potrebbe non gradire … La legge infatti gli consente addirittura, se si indispettisce troppo, di inviarmi prima una contestazione disciplinare e poi, magari, anche un provvedimento (un richiamo scritto, una multa, la sospensione dal lavoro e in casi estremi anche il licenziamento).</p>
<p style="text-align: left;">2. “<strong>Beh dai, che vuoi che sia se mi soffermo sulla mia pagina social o su quella dei miei amici (magari lascio anche un commentino o un like)</strong>”.</p>
<p>E’ proprio vero che agire in questo modo non ha conseguenze?</p>
<p>Il mio datore di lavoro potrebbe accorgersi che invece questo comportamento diminuisce il mio rendimento e oltre alla contestazione disciplinare, se il calo è così importante, potrebbe addirittura chiedermi di risarcirgli il danno provocato per effetto della mia scarsa attività.</p>
<p style="text-align: left;">3. “<strong>Oggi il mio capo mi fatto proprio arrabbiare e in più non mi piace il suo modo di pensare, mmmm scriverò qualcosa su facebook tanto adesso non sono al lavoro</strong>”.</p>
<p>Come negli altri due casi però non ho pensato che forse il mio datore di lavoro poteva non gradire il mio sfogo pubblico e così mi sono esposta, anche se non ero sul luogo di lavoro, a contestazioni disciplinari e a sanzioni.</p>
<p style="text-align: left;">4. “<strong>Vorrei proprio vedere cosa scrivono sui social i miei dipendenti magari trovo qualcosa di interessante … ecco quello che ha scritto il mio dipendente non mi piace per niente, penso che adotterò un provvedimento</strong>”.</p>
<p>Ehh sì anche se il dipendente non è sul luogo di lavoro posso avviare un procedimento disciplinare nei suoi confronti, ricordando sempre (però) che ne ho la facoltà solo se nel social network ha fatto riferimento a dati sensibili dell’azienda.</p>
<p style="text-align: left;">5. “<strong>Credo che dovrei limitare l’utilizzo di internet sul luogo di lavoro e in particolare penso che bloccherò l’accesso a facebook e agli altri social network</strong>”.</p>
<p>Per fortuna, con i dovuti accorgimenti, posso inserire delle restrizioni all’uso di internet per evitare distrazioni da parte dei miei dipendenti ed eventualmente, dopo averli avvisati, monitorarne l’utilizzo.</p>
<p style="text-align: left;">Ti sono piaciuti questi spunti? Non dirmi che almeno una volta non ti è capitato di trovarti in una di queste situazioni …</p>
<p style="text-align: left;">Quello che consiglio io, per evitare antipatiche discussioni, è cercare un giusto compromesso concedendo da un lato “un po’ di svago” anche durante l’orario di lavoro (durante la pausa caffè?) ai propri dipendenti e dall’altro abituandoli ad utilizzare in modo consapevole questo nuovo luogo pubblico virtuale.</p>
<p style="text-align: left;">Non sei d’accordo??</p>
</div>
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