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	<title>differenze retributive Archives - Avvocato Vecchini</title>
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		<title>Accertamenti ispettivi. Cosa sapere e indicazioni pratiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Studio Legale Vecchini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2022 10:33:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[contributi]]></category>
		<category><![CDATA[differenze retributive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Accertamenti ispettivi. Cosa sapere e indicazioni pratiche. Comprendere come funzionino gli accertamenti ispettivi è fondamentale per valutare la correttezza degli accessi ed eventualmente considerare di impugnare quanto verificato dagli ispettori. E’ importante, pertanto, scendere nel dettaglio di cosa sapere e prendere confidenza con alcune indicazioni pratiche. In questo articolo troverai quindi spunti pratici nel caso  [...]</p>
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<p>Comprendere come funzionino gli accertamenti ispettivi è fondamentale per valutare la correttezza degli accessi ed eventualmente considerare di impugnare quanto verificato dagli ispettori.<br />
E’ importante, pertanto, scendere nel dettaglio di cosa sapere e prendere confidenza con alcune indicazioni pratiche.</p>
<p>In questo articolo troverai quindi spunti pratici nel caso di un accertamento ispettivo.</p>
<p><strong>Si può definire come ACCERTAMENTO ISPETTIVO quello che, attraverso gli uffici dell’Ispettorato del Lavoro e delle altre figure delegate, viene svolto all’interno di un’azienda o di altro luogo nel quale si presume si svolga un’attività lavorativa.</strong></p>
<p>I TEMI oggetto dell’accertamento si riferiscono (in linea generale) <strong>alla sicurezza sul lavoro, secondo le previsioni del D.Lgs. 81/08, agli infortuni, al lavoro irregolare (meglio conosciuto come lavoro “nero”), ai versamenti contributivi/retributivi.</strong><br />
Esistono ovviamente molte più casistiche ma queste sono le più frequenti e comuni.</p>
<p>Ma cosa è bene sapere quando un funzionario delegato si presenta in azienda (o in una privata abitazione) munito di apposito tesserino di riconoscimento (del quale è fondamentale raccogliere i dati).</p>
<p><strong>In fase di primo accesso gli ispettori devono IDENTIFICARE TUTTE LE PERSONE che reputano intente a svolgere un’attività lavorativa.</strong> Questa raccolta di documenti servirà per incrociare i dati delle persone presenti con quelli comunicati al centro per l’impiego.</p>
<p>Oltre ai documenti il potere di accertamento può spingersi alla richiesta di informazioni oltre che alle persone presenti anche a tutti coloro che potrebbero essere a conoscenza di notizie utili a tutelare le condizioni di lavoro.<br />
Durante l’accertamento può essere presente il consulente del lavoro che segue l’azienda.<br />
Queste informazioni hanno carattere riservato e il datore di lavoro NON può venirne a conoscenza.</p>
<p><strong>Lo scopo di queste indagini è quello di raggiungere il fine ultimo di TUTELA DEL LAVORO E DELLA SICUREZZA.</strong></p>
<p>Se non è possibile reperire tutte le informazioni al momento dell’accesso, gli ispettori possono stabilire un termine per l’invio delle stesse.<br />
<strong>Att.ne</strong> che la mancata consegna entro il termine delle notizie o dei documenti richiesti – senza un adeguata motivazione – costituisce impedimento che a sua volta è oggetto di specifica sanzione.</p>
<p><strong>Al termine dell’accesso viene compilato un VERBALE DI PRIMO ACCESSO.</strong> La sua consegna è obbligatoria eventualmente anche a un delegato/a del datore di lavoro.<br />
Questo verbale, che contiene i dati minimi dell’accesso, deve essere scritto SUBITO e non dopo qualche giorno.</p>
<p><strong>Diverso da questo primo verbale è il VERBALE UNICO DI CONCLUSIONE. A differenza del primo che è solo un report delle attività svolte in sede di accesso, è un vero e proprio riassunto degli accertamenti ispettivi che sono stati condotti.</strong><br />
Comprende il riepilogo dei fatti e l’incorcio dei dati presenti nel sistema “lavoro”.</p>
<p>Sono inoltre inserite sia le modalità di estinzione delle sanzioni con i pagamenti da effettuare (anche nelle forme ridotte) che le possibilità di ricorso.</p>
<p>Le modalità di pagamento agevolato (e quindi ridotto) devono essere disposte con un unico versamento. NON è infatti possibile il PAGAMENTO RATEALE.</p>
<p>Quando è stato necessario effettuare diversi accertamenti (ad es. per lavoro irregolare e per violazione delle norme sulla sicurezza), il giorno da cui far partire i termini per i pagamenti (o per i ricorsi) inizia dall’ultimo degli accertamenti svolti, anche se molto distante nel tempo rispetto agli altri.</p>
<p><strong>Solo i fatti di cui l’ispettore abbia avuto visione diretta fanno prova fino a querela di falso. Le dichiarazioni invece rese dai lavoratori o da persone informate necessitano di essere provate come in qualunque altro caso.</strong></p>
<p>E’ fondamentale quindi al momento dell’accesso che chi rende le dichiarazioni – datore di lavoro compreso – rilegga attentamente prima di firmare ciò che è stato scritto perché sulla base di quanto appreso in quella sede poi si potrà o meno impugnare il verbale.</p>
<p>Hai già avuto esperienze di accertamenti ispettivi? Come ti sei comportato …<br />
Raccontami nei commenti la tua storia.</p>
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		<title>Differenze retributive: sembrano semplici ma…</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Studio Legale Vecchini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2019 11:04:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[controllo dipendente]]></category>
		<category><![CDATA[differenze retributive]]></category>
		<category><![CDATA[procedimento disciplinare]]></category>
		<category><![CDATA[stipendio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbandonato per oggi l’argomento disciplinare (mica per molto però) oggi vorrei tentare di rispondere ad una domanda che mi pongono spesso i lavoratori. NON CREDO DI ESSERE PAGATO IL GIUSTO Quindi oggi vorrei cercare di spiegare cosa sono le differenze retributive, e soprattutto chi deve provare cosa! Partiamo dall’inizio, mettiti seduto e leggi attentamente la strada sarà  [...]</p>
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<p>Abbandonato per oggi l’argomento disciplinare (mica per molto però) oggi vorrei tentare di rispondere ad una domanda che mi pongono spesso i lavoratori.</p>
<p><strong>NON CREDO DI ESSERE PAGATO IL GIUSTO</strong></p>
<p>Quindi oggi vorrei cercare di spiegare cosa sono le <strong>differenze retributive, </strong>e soprattutto chi deve provare cosa!</p>
<p>Partiamo dall’inizio, mettiti seduto e leggi attentamente la strada sarà un po’ lunga.</p>
<p>Le differenze retributive sono date dalla differenza, appunto, tra quanto percepito e quanto realmente spettante al lavoratore in relazione a:</p>
<ul>
<li>lavoro straordinario o notturno o festivo</li>
<li>livello di inquadramento diverso rispetto alle mansioni svolte</li>
<li>premi o superminimi non riconosciuti</li>
<li>ferie o permessi goduti in misura diversa</li>
<li>trasferte effettuate e non pagate</li>
</ul>
<p>Pur facendo riferimento ad ambiti diversi della “vita retributiva” del lavoratore, tutte queste differenze hanno in comune la stessa modalità operativa del riconoscimento (utile ai fini del pagamento) e l’onere della prova.</p>
<p><strong>Riconoscimento.</strong><br />
Non basta che il lavoratore dica “<em>ho lavorato 10 ore al posto di 8 mi devi pagare</em>” sarebbe troppo bello per lui ma non altrettanto per il suo datore di lavoro che vivrebbe nell’incertezza del dipendente che una mattina si sveglia con il “portafogli vuoto” e può tentare di riempirlo con i suoi soldi!<br />
Purtroppo, è più complicato.<br />
Per dare una prima parvenza di verosimiglianza delle richieste è necessario che queste siano puntualmente dettagliate; significa cioè che il lavoratore dovrà descrivere al legale che lo rappresenta per filo e per segno ciò che ha originato la sua richiesta.</p>
<p>Se sarà lo straordinario dovrà precisare tutti gli orari giornalieri, settimanali o mensili che ritiene di aver svolto specificando perché dovrebbero essere in più rispetto alle ore ordinarie concordate ad es.<br />
Lavoravo dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 21.00, oppure<br />
Lavoravo tutti i sabati pomeriggio dalle 15.00 alle 19.00 ma il contratto prevedeva il riposto al sabato e così di seguito …<br />
Se sarà il livello di inquadramento il lavoratore dovrà specificare quali attività svolge quotidianamente in modo da consentire la verifica della corrispondenza delle stesse rispetto ad un livello particolare del contratto collettivo nazionale di lavoro</p>
<p>Se saranno premi o superminimi il lavoratore dovrà dimostrare che ad es. che il premio o superminimo in realtà non veniva dato per particolari meriti ma solo per aumentare la retribuzione o che magari veniva elargito con cadenza fissa</p>
<p>Se saranno ferie o permessi goduti in modo diverso da quello indicato nella busta paga il lavoratore dovrà indicare le diverse giornate in cui ha fruito delle ferie o dei permessi o al contrario la sua presenza sul luogo di lavoro e quindi il mancato utilizzo dei giorni di riposo</p>
<p>Se infine si tratterà di trasferte dovrà essere fornito l’elenco dei luoghi di spostamento, le tempistiche, le giornate ecc.</p>
<p>Mettere insieme queste informazioni da un lato può essere difficile ma è assolutamente necessario per valutare se siano fondate le richieste.</p>
<p>Ma non basta!<br />
Adesso che abbiamo tutte le informazioni sarà necessario quantificare</p>
<p><strong>DI CHE IMPORTO SONO A CREDITO???</strong></p>
<p>Per trasformare meri dati in EURO dovremo farci aiutare da un consulente del lavoro, in questo caso un avvocato non basta!!!</p>
<p>Il consulente sarà fondamentale per capire l’entità delle differenze retributive e quindi, poi, l’opportunità di attivarsi per recuperarle.</p>
<p>Adesso che il rapporto di lavoro è stato ricostruito dovremo affrontare la parte più difficile.</p>
<p><strong>Onere della prova.</strong><br />
Se ti accontenti di mandare una lettera di richiesta di pagamento al tuo datore di lavoro puoi pensare di fermarti già alla quantificazione elaborata dal consulente ma, se la tua intenzione è quella di <u>andare fino in fondo</u>e quindi all’eventuale rifiuto di pagare dell’azienda vuoi proseguire con una causa, non potrai esimerti dal valutare anche questo aspetto.</p>
<p>Secondo i principi generali chiunque voglia far valere in giudizio un proprio diritto deve provarne i fatti che ne sono il fondamento.</p>
<p>In parole più semplici vuoi il pagamento delle differenze retributive preparati a provare tutti i fatti che supportano la tua richiesta!</p>
<p>Ecco che le cose si fanno complicate perché tutti gli elementi che hai descritto al tuo legale nella prima parte non devono essere chiari solo per la tua testolina, ma devono convincere anche un giudice.<br />
Allora per provare orari di lavoro, periodi di ferie, mansioni svolte potrai utilizzare:</p>
<p>documenti cartacei, file audio e video, foto, registrazioni (perché sì, si può registrare la conversazione) e non meno importante DOVRAI (e attenzione non ho detto potrai) supportare le tue differenze con dei <strong>testimoni.</strong></p>
<p>Trovare persone disponibili a confermare i tuoi orari o le tue trasferte non sarà facile ma, purtroppo, <u>per avviare questo tipo di causa sono imprescindibili le loro testimonianze</u>.</p>
<p>E se vuoi avere altre informazioni più dettagliate commenta sotto questo post!!!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La differenza ti spaventa consultiamoci sulla partenza!</p>
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