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Mansioni: quando la riorganizzazione diventa rischio
Nei cambi di mansioni e nelle riorganizzazioni aziendali il problema raramente è la scelta in sé, ma l’assenza di un percorso definito e condiviso.
🙋🏼♀️ Esempi concreti
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Danno da demansionamento: serve prova concreta
Corte di Cassazione, ordinanza n. 23020 dell’11.08.2025- Il danno da demansionamento non è in re ipsa, ma deve essere provato dal lavoratore
- L’onere probatorio richiede allegazioni specifiche sulle mansioni svolte e sul pregiudizio subito
- Il danno può essere dimostrato anche tramite presunzioni gravi, precise e concordanti ex art. 2729 c.c.
- Occorre evidenziare il deterioramento della professionalità o il mancato incremento delle competenze
- Domande fondate su allegazioni generiche o astratte non consentono il riconoscimento del risarcimento
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Perdita di indennità e danno patrimoniale da demansionamento
Corte di Cassazione, ordinanza n. 22636 del 5.08.2025- Il demansionamento illegittimo può generare un danno patrimoniale per perdita di compensi accessori
- La perdita dell’indennità di lavoro notturno è risarcibile se conseguenza diretta dell’illecito
- Non rileva l’assenza di un diritto acquisito al turno notturno, ma il nesso causale con il demansionamento
- Il giudice deve valutare il danno complessivo, includendo anche le voci retributive accessorie
- La quantificazione può avvenire considerando la perdita economica concreta e il pregresso trattamento retributivo
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Danno da demansionamento: niente automatismi
Corte di Cassazione, ordinanza n. 24133 del 28.08.2025- La violazione dell’art. 2103 c.c. non comporta automaticamente un diritto al risarcimento
- Il danno risarcibile richiede la dimostrazione di un pregiudizio reale e attuale
- Non basta il mero mutamento peggiorativo delle mansioni senza effetti concreti sulla posizione del lavoratore
- Il giudice deve verificare l’incidenza effettiva sulla sfera professionale e personale
- Il lavoratore deve allegare fatti specifici idonei a dimostrare una lesione apprezzabile della professionalità
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Demansionamento: illegittimo senza vera riorganizzazione
Corte di Cassazione, ordinanza n. 3131 del 2.02.2023- Il demansionamento è illegittimo se manca la prova di una effettiva riorganizzazione aziendale
- Il datore deve dimostrare che la modifica incide concretamente sulla posizione lavorativa del dipendente
- La riorganizzazione non sussiste se altri lavoratori vengono assegnati alle stesse mansioni originarie
- In caso di illegittimità, il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno e alla reintegra nelle mansioni
- Il danno può essere liquidato in via equitativa, anche in misura pari ad una percentuale della retribuzione mensile
In questi casi è il modo in cui il cambiamento viene gestito a determinare la tenuta della decisione.
Un caro saluto
Elisa
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